Società Medico-Chirurgica BelluneseSOCIETA' MEDICO CHIRURGICA BELLUNESE

Sindrome mielodisplastiche

CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO

sabato 19 settembre 2009, ore 8,15
Le Sindromi Mielodisplastiche

Ore 8.15 Registrazione dei partecipanti
Ore 8.45 Saluto delle Autorità e Presentazione Convegno
(F. Tremolada - Padova)
Ore 9.00 Belluno nella rete delle Ematologie del Veneto
Il progetto di ricerca sanitaria regionale
“La Leucemia Linfatica Cronica”
(F. Gherlinzoni - Treviso)
Ore 9.15 Le Sindromi mielodisplastiche – Lettura
(F. Gherlinzoni - Treviso)
Iª SESSIONE – LA DIAGNOSI
Moderatori: G.Bertiato, P. Iuzzolino - Belluno
Ore 9.45 Aspetti clinici delle Sindromi mielodisplastiche
(L. Cimarosto – Belluno)
Ore 10.05 Il ruolo del Laboratorio
(G. Pianezze – Belluno)

Ore 10.25 Il ruolo della citogenetica
(F. Lo Cunsolo- Belluno)
Ore 10.45 Il ruolo del patologo
(E. Macrì - Belluno)
Ore 11.05 DISCUSSIONE
Ore 11.30 Coffee Break
IIª SESSIONE – LA TERAPIA
Moderatore: F. Tremolada - Padova
Ore 11.50 Nuovi farmaci e trapianto di midollo osseo
(O. Fontanive – Belluno)
Ore 12.10 Terapie di supporto e mielodisplasie
secondarie
(F. Laveder – Belluno)
Ore 12.30 DISCUSSIONE
Ore 13.00 Conclusioni e questionari ECM

Sala Riunioni dell'Ospedale S.Martino Belluno

La diagnosi di sindrome mielodisplastica, condizione dipendente da danno delle cellule staminali del midollo osseo, è in continuo aumento in Italia. Ogni anno giungono all’osservazione dell’Ematologo circa 5 nuovi casi per 100.000 abitanti ma il numero sale fino a 50 ogni 100.000 abitanti nella popolazione oltre i 70 aa. Spesso, la comparsa di una anemia isolata o di una moderata pancitopenia viene sottovalutata con conseguente ritardo diagnostico; considerando la naturale tendenza evolutiva della patologia verso forme acute, se ne ricava la necessità di aderire a corretti percorsi diagnostici in un intervallo di tempo congruo, soprattutto per i pazienti più giovani, con migliore spettanza di vita.
La sdr mielodisplastica viene attualmente studiata dal punto di vista clinico,
laboratoristico tradizionale e di biologia molecolare. La recente disponibilità di
nuovi farmaci ha cambiato l’approccio terapeutico al Pz anziano o al Pz privo di
opzione trapiantologica, che resta la terapia di prima scelta nel Pz di età inferiore
ai 55 anni.